Atrio del Castello


Alfonso d'Aragona, i cavalieri della tavola Rotonda e le sue Imprese

Alfonso di Aragona era discendente del ramo di Trastamara della dinastia di Aragona, un ramo minore della Casata il cui ramo principale si era estinto nel 1410 con Martino I di Aragona.
Alfonso era umanista, eclettico, amante di Tito Livio e dei poemi cavallereschi e custodiva i suoi preziosi testi nella biblioteca di fronte al mare di Castel Nuovo. Sapere, fede e governo sono inseparabili ed il Re può esserne l’artefice principale perché, attraverso la sua guida illuminata, può determinare un cambiamento nel mondo in cui regna.
Alfonso di Aragona si sentiva investito di tale missione, alla stregua dei cavalieri medioevali.
Aveva come Galahad superato le prove più pericolose ed aveva portato a termine la ricerca del Graal…
Sul soffitto dell’atrio del Maschio Angioino, attorno allo stemma aragonese, sono raffigurate le principali “Imprese”.



 

 

L'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo
cit. Giordano Bruno

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